Resurrezione
a William Shakespeare
a Prince
Purple Rain
Jimi Hendrix
Purple haze
I
Gli angeli e i demoni esistono
erano in un fast food zeppo di gente
e non sono i puri spiriti che descrissero in aramaico
gli arcangeli di fuoco della liturgia greco-latina
gli orridi demoni zoomorfi della poesia dantesca
ma sono sangue e carne
pensiero che reca serena luce negli occhi
o corpo tatuato che ringhia violenza.
Tanti i diavoli
rumorosi tra risate sguaiate e look prepotente
femmine, maschi, qualche trans
preso a celare il suo sesso come fosse una condanna.
I vecchi pelle dura opaca, pance gonfie viziose
avevano il cuore incredulo
malato senza il lume della speranza
ma i giovani non avevano neanche un cuore, né pensiero
solo muscoli griffati e sguardi lucidi d’adrenalina
e si postavano social tra oro, orecchini e birra
a volte prepotenti con una pistola.
Le femmine labbra carnose
e piercing diabolici a trafiggersi la lingua
si esibivano a serpe come a prostrarsi pronte a fare sesso.
Altri demoni erano civilmente composti a tavola
con abiti di classe e sembrava gente raffinata
gente forse facoltosa, forse classe padrona,
ma la superbia e l’arroganza a dar comando agli inservienti
segnavano anche loro, forse come principi, unti dall’inferno.
C’erano pochi angeli in angoli diversi
figure sobrie senza l’ostentare i trucchi dell’apparire
e i loro figlioli erano ben educati e tranquilli.
Poi c’era un bel ragazzo solitario con un caffè innanzi
assorto nella lettura, forse di una bibbia,
semplice come acqua sorgiva e vecchio sapone da bucato.
Presi a conversarci e le sue parole erano miti
e il suo viso raggiante, senza inganni tatuati
e infondeva pace
e quando sarà l’apocalisse
verrà cavato con altri dalla cruda terra per ricostruirla
e non mi vengono altri pensieri e aggettivi:
quella giovane umiltà adombrava tutto intorno
e la modestia, per descriversi non dà che poche parole.
II
Purple Rain
è quando l’azzurro del cielo si unirà al sangue dell’uomo
e cadranno gocce di pioggia violacee
allora è il giorno dell’apocalisse
dove i libri antichi vi descrissero la resurrezione dei morti
di uomini e donne giusti
e per noi corrosi dai nostri vizi che celiamo per la vergogna?
e per noi deboli nel desiderare, ma assetati di giustizia?
e per noi che sappiamo cos’è il pianto della perdita
di una madre, un padre e ancor di più di un figlio?
e per noi che siamo stati testimoni di orrori
di guerre, pazzia, soprusi, malattie, bimbi mutilati?
e forse se dubbiosi e deboli nell’intento
solo per aver vissuto tanta sofferenza
non abbiamo forse meritato anche noi
il paradiso?
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